L’amore è una realtà meravigliosa,

è l’unica forza che può veramente trasformare il cosmo, il mondo!

(Benedetto XVI)



lunedì 1 settembre 2014

Introduzione

Vorrei capire insomma che cos'è l'amore 
Dov'è che si prende, dov'è che si dà
[1] 

Amore. Parola dolce, impegnativa, vitale, sicuramente banalizzata e abusata. Si può usare riferendola ad un oggetto (“amo il mio cellulare”), ad una azione (“amo ascoltare la musica”), ad un soggetto (“amo quella determinata persona”). E ben diverso è l’amore che posso avere per i genitori, per un amico, per una persona con cui ho una relazione sentimentale, per Dio.
Cosa unisce tutte queste esperienze? Cos’è veramente l’amore? E’ solo un sentimento? Coinvolge anche altre facoltà come la volontà e la ragione? E’, come spesso si pensa, sinonimo di “fare l’amore” e quindi legata unicamente all’esercizio della propria genitalità?
E ancora: è possibile amare veramente nella nostra società “liquida” e consumistica? Ogni amore è amore? Basta solo amare e seguire il proprio cuore? Ogni amore è lecito? Anche la pedofilia, l’incesto, la poligamia? E’ l’amore un’arte? Ci sono possibili insegnamenti che possiamo ricevere sull’amore? Ci sono dei veri maestri nell’arte di amare? Dio ha qualcosa da insegnarci sull’amore?
Quanti  libri, film, canzoni hanno per tema l’amore! E’ allora necessario un altro libro che ne parli? E che sia un altro sacerdote a parlarne?
Tante sono le domande a cui cercherò di dare risposta frugando fra le innumerevoli riflessioni che abbiamo a disposizione sull’argomento. Non ho la pretesa di presentare qualcosa di originale, ma – riproponendo citazioni e articoli che ritengo particolarmente interessanti – offrire una trattazione chiara e il più possibile completa.
A spingermi in questa direzione è sicuramente il bisogno di trovare una sintesi, un principio unificatore che offra una chiave di lettura universale alla complessità del nostro mondo interiore ed esteriore.  
Come ogni altro essere umano, il sacerdote è chiamato ad amare e a lasciarsi amare. Come tutti ha le sue ferite e i suoi desideri, raccoglie confessioni e confidenze che hanno sempre in qualche modo a che fare con l’amore, può forse guardare a questa realtà con uno sguardo più ampio e da una certa distanza.
Parafrasando una poesia di Emily Dickinson (“Che l’amore sia tutto quello che c’è”), la filosofa Michela Marzano ha recentemente scritto un saggio-testimonianza sull’amore che ha come titolo: “L’amore è tutto. E’ tutto ciò che so dell’amore”. Perché è esperienza condivisa il fatto che senza amore non si vive veramente, che, in fondo, ciò di cui abbiamo tutti bisogno per vivere e non solo sopravvivere è amare e sentirci amati. “All you need is love” cantavano i Beatles.
Molti studi sui bambini che hanno carenze di affetto materno o da parte di chi si prende cura di loro hanno mostrato come questi bambini ritardano nella crescita e provano danni irreversibili nell'aspetto motorio, affettivo, del linguaggio e dello sviluppo intellettuale.
Giovanni Paolo II afferma che senza l’amore l’uomo è incomprensibile.: “L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, rimane privo di senso se non gli viene rivelato l’amore, se non si incontra con l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente”[2].
Benedetto XVI che all’amore ha dedicato la sua prima enciclica (“Deus Caritas est”) si è espresso con delle frasi molto incisive in merito. Fra queste una mi ha colpito particolarmente, tanto da indurmi a offrirla come titolo di questo lavoro: “l’amore è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può trasformare il mondo![3].
Presentando la sua prima enciclica ha inoltre affermato:
La parola "amore" oggi è così sciupata, così consumata e abusata che quasi si teme di lasciarla affiorare sulle proprie labbra. 
Eppure è una parola primordiale, espressione della realtà primordiale; noi non possiamo semplicemente abbandonarla, ma dobbiamo riprenderla, purificarla e riportarla al suo splendore originario, perché possa illuminare la nostra vita e portarla sulla retta via.
È stata questa consapevolezza che mi ha indotto a scegliere l'amore come tema della mia prima enciclica[4]. 
Ed è con la speranza di dare il mio piccolo contributo nella direzione di questa purificazione che mi sono accinto a scrivere quanto segue.



[1] Lucio Dalla, Le rondini
[2] Giovanni Paolo II, Redemptor hominis, n.10. Molti anni prima, un Wojtyła ancora giovane scrive nella sua opera drammatica La bottega dell’orefice: «Non esiste nulla che più dell’amore occupi sulla superficie della vita umana più spazio, e non esiste che più dell’amore sia sconosciuto e misterioso. Divergenza tra quello che si trova sulla superficie e quello che è il mistero dell’amore: ecco la fonte del dramma. Questo è uno dei grandi drammi dell’esistenza umana» [In: Tutte le opere letterarie, Bompiani ed., Milano 2001, pag. 821].
[3] Celebrazione eucaristica del 03 giugno 2012, VII incontro Mondiale delle Famiglie. Cf.
Il 5 ottobre 2009, dettando una meditazione a braccio ad apertura della prima congregazione generale del Sinodo africano: “E’ importante che il cristianesimo non sia una somma di idee, una filosofia, una teologia, ma un modo di vivere, il cristianesimo è carità, è amore. Solo così diventiamo cristiani: se la fede si trasforma in carità, se è carità”.
All’udienza generale del 3 dicembre 2009, qualifica l’amore come energia, natura e compito dell’essere umano: “L’energia principale che muove l’animo umano è l’amore. La natura umana, nella sua essenza più profonda, consiste nell’amare. In definitiva, un solo compito è affidato a ogni essere umano: imparare a voler bene, ad amare, sinceramente, autenticamente, gratuitamente”.
[4] Benedetto XVI, ”Perché ho scelto l'amore come tema della mia prima enciclica”, Discorso del 23 gennaio 2006 ai partecipanti ad un incontro internazionale promosso in Vaticano dal Pontificio Consiglio “Cor Unum”.

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